L'ipnosi è una psicotecnica basata sulla relazione d'aiuto, in cui l'ipnotista incoraggia il paziente a focalizzare l'attenzione lontano dalla realtà e dalle preoccupazioni immediate, puntando invece verso la sua esperienza interiore, quali i pensieri, sensazioni, immagini. L'ipnotista successivamente tenta di produrre delle modificazioni nelle sensazioni, percezioni, sentimenti, pensieri e comportamenti del paziente, indirizzandoli a immaginare diversi eventi o situazioni che, quando intervengono nella realtà, stimolino i cambiamenti desiderati. 

L'ipnosi permette quindi di indurre nel paziente un particolare stato psicofisico che permette di influire sulle condizioni psichiche, somatiche e viscerali. Tutti i tipi di ipnosi sono sempre delle forme di autoipnosi, nel senso che è il paziente che attiva il processo della trance. La trance è il regno della fantasia, dove il paziente è padrone di creare direttamente il suo mondo. Nell'ipnosi l'eventuale processo terapeutico non dipende affatto dalle parole o dalle azioni dell'operatore, come comunemente si crede, ma deriva interamente da una riorganizzazione interna che solo il paziente può portare a termine in un ambiente favorevole.

Personalmente intervengo con l'ipnosi solo all'interno di un percorso terapeutico individualizzato, in pratica non uso l'ipnosi solo perché me lo chiede il paziente ma solo se ritengo che questa tecnica gli sia utile da apprendere per superare problemi o difficoltà specifiche. L’ipnosi è praticata infatti, per affrontare problemi specifici per es. un sintomo circoscritto, ed è questo l'impiego più diffuso di questa tecnica, ma non solo. E' possibile anche intervenire con l'ipnosi in un ambito più ampio, con intenzioni più ambiziose, per promuovere una de-ristrutturazione (cognitiva, emotiva, comportamentale) del progetto di vita: ampliandone la visione del mondo e ridefinendone gli obiettivi esistenziali.

L'ipnosi è spesso immaginata dalle persone in modo molto diverso dalla realtà dei fatti oggettivi e soggettivi. Illustro quindi, brevemente, alcuni giudizi e pregiudizi errati molto diffusi:

  • non è sonno, anzi. E' uno stato di particolare vigilanza e di accentuato autocontrollo su di sé da parte del soggetto;
  • la volontà dell'ipnotizzato è condizione indispensabile per la trance ipnotica. L'ipnotista non esercita nessun potere diretto su di lui, ma agisce come un catalizzatore per le sue scelte;
  • l'ipnosi non è una cura ma può essere un ottimo supporto anche per le persone che intendono guarire da qualche malattia;
  • è semplice, naturale, senza effetti collaterali;
  • la trance è gradevole;
  • il paziente ha sotto il suo controllo la situazione che sta vivendo in ipnosi.

Descrivo ora i campi in cui intervengo con l'ipnosi:

  1. rinforzo dell'Io, autostima; favorire una positiva immagine di sé, migliorare le abilità nelle relazioni interpersonali;
  2. stress; ansia; fobie;
  3. disturbi psicosomatici;
  4. migliorare le abitudini alimentari;
  5. insonnia; mal di testa;
  6. gestione della rabbia;
  7. alcolismo;
  8. disassuefazione dal fumo.

 

Secondo la legge 728 del Codice Penale:

"Chiunque pone taluno, col suo consenso, in stato di narcosi o d'ipnotismo, o esegue su lui un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volontà, è punito, se dal fatto deriva pericolo per l'incolumità della persona, con l'arresto da uno a sei mesi o con l'ammenda da trenta euro a cinquecentosedici euro. Tale disposizione non si applica se il fatto è commesso, a scopo scientifico o di cura, da chi esercita una professione sanitaria".